No allo stop dei programmi OST in Kazakistan – Lettera al Pres. Nazarbayev

In linea con le motivazioni che seguono, espresse da Anna Dovbakh, direttore esecutivo della Rete Euroasiatica di Riduzione del Danno, il coordinamento di ItaRdD ha deciso di inoltrare ai rappresentanti delle istituzioni kazake in Italia, una lettera in cui si chiede la prosecuzione dei programmi di sostituzione con oppiacei.

I programmi di sostituzione con oppiacei OST sono ampiamente raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), dall’Ufficio delle Nazioni unite per la Droga e il Crimine (UNODC), dal Programma delle Nazioni Unite per l’HIV e l’Aids (UNAIDS) come la più efficiente ed efficace misura per la cura della salute nel trattamento della dipendenza da oppiacei, ed è una misura essenziale nel prevenire la diffusione delle infezioni da HIV, migliorare i risultati della cura dell’HIV tra le persone che usano droghe e la qualità di vita di molte persone in generale. Nel mondo, i programmi OST sono stati implementati in più di 80 nazioni, incluse USA, Canda, Cina, Iran, tutte le nazioni della UE e nella maggioranza delle nazioni del Commonwealth e della Confederazione degli Stati Indipendenti.

In Kazakistan il programma OST pilota iniziato nel 2008 è stato valutato positivamente da un buon numero di esperti internazionali, è stato riconosciuto come efficace a livello locale e ne è stata raccomandata l’implementazione sull’intera scala nazionale. Ad oggi i programmi OST operano in 13 città in tutto il Kazakistan e stanno aiutando 320 persone a fermare o comunque a ridurre il loro consumo di droghe, a iniziare un trattamento per HIV e TB e tornare ad avere delle vite socialmente produttive. In aggiunta, molte persone inserite nei programmi OST hanno un lavoro o ricevono una formazione professionale. Ancora, l’implementazione dei programmi OST ha visto nascere figli sani da madri dipendenti. I programmi OST, letteralmente salvano la vita delle persone che hanno una dipendenza da oppiacei.

Se doveva essere migliorata la qualità dei servizi, e aumentata la loro copertura per raggiungere almeno il 20% delle persone che hanno una dipendenza da oppiacei, l’utilizzo di programmi OST avrebbe avuto un significativo impatto sull’epidemia da HIV e incrementato l’aspettativa di vita in Kazakistan. Tuttavia, piuttosto di espandere i servizi che offrono programmi OST, un certo numero di gruppi d’interesse in Kazakistan ha iniziato una campagna che li voleva chiudere, ignorando l’evidenza degli effetti positivi così come le raccomandazioni internazionali e la positiva esperienza mondiale dei servizi che forniscono programmi OST.

Gli OST sono programmi a lungo termine e la loro interruzione molto facilmente produrrà un ritorno all’uso di droghe da parte dei loro fruitori, producendo nuove infezioni, isolamento sociale e rinnovando la sofferenza delle persone dipendenti da oppiacei e delle loro famiglie.

Il forte convincimento delle istituzioni in una risposta nazionale efficace alle infezioni da HIV in Kazakistan e per garantire l’accesso ai programmi OST da parte di chi lo necessiti, sarà cruciale nel sostenere la risposta ai programmi contro la diffusione dell’Aids e assicurare dei progressi in linea con i target internazionali delineati negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

 

 

 

 

 

Roma, 26 giugno 2018

A: Nursultan Nazarbayev
Presidente della Repubblica del Kazakistan

Spett.le Presidente Nazarbayev,

Abbiamo appreso che nel suo paese le terapie di trattamento sostitutivo con oppiacei (OST) potrebbero essere presto sospese.
Come Rete Italiana di Riduzione del Danno, come professionisti, singoli e gruppi che lavorano nel campo della riduzione del danno e delle politiche sulle droghe in Italia, ci sentiamo in dovere di  raccomandare di seguire tutte le politiche internazionali basate sull’evidenza dell’efficacia delle OST al fine di evitare tale decisione.

Sosteniamo pienamente la lettera della Rete Euroasiatica di Riduzione del Danno – EHRA e confidiamo che il vostro governo non lascerà le persone che sperimentano problematiche di dipendenza da oppiacei in Kazakistan senza la possibilità di accedere a questo trattamento.

Spero consideriate la nostra lettera e molte altre che riceverete come un’opportunità di continuare il vostro programma OST, così come stanno chiedendo molte organizzazioni internazionali e ONG nel mondo.

Con rispetto.

Il coordinamento operativo di ItaRdD

 

Stefano Bertoletti – Firenze

Roberta Bettoni – Milano

Lorenzo Camoletto – Torino

Barbara Cantarelli – Parma

Giuseppe Di Pino – Venezia

Andra Fallarini – Torino

Ada Moznich – Pordenone