Resoconto della 61ª CND di Vienna

Fonte: Euronpud Diaries

La Commissione per gli stupefacenti a Vienna, tutta la settimana.

12 marzo 2018

Questa settimana ha rappresentato un momento parecchio impegnativo per molti attivisti alla CND di Vienna – e dovrebbe iniziare con un’ovazione e un grande rispetto per i nostri incredibili compagni e alleati nel campo della riforma della legislazione sulle droghe e della riduzione del danno, che fanno così tanto lavoro preliminare in questi eventi e in maniera che non sempre sono visti dagli altri. In particolare, i nostri pari, portano con sé molto più che “un’agenda” su dove intervenire nelle discussioni. Portano un’esperienza di vita – ogni morte, ogni incarcerazione, ogni emergenza di fronte a tutti i propri pari rimasti a casa – loro – noi – portano il potere dell’umanità, della verità, della conoscenza e dell’intuizione.

I tempi sono cambiati:

A volte si può pensare che il lavoro che si fa in eventi come quelli alle Nazioni Unite e, quest’anno a Vienna alla Commissione per le droghe e i narcotici, siano – finora – scollegati da ciò che accade sul terreno in cui vive l’utilizzatore medio di droghe illegali, il processo deve – e si è trovato – ad essere severamente criticato per non avere il tipo di impatto che fa davvero la differenza sul terreno su cui conta.

Le cose cambiano – anche all’ONU!

Ma il fatto, invece, è che un impatto ce l’ha: basta guardare al movimento per l’HIV e all’incredibile influenza degli attivisti sullo stato di salute globale sull’HIV/AIDS. I diritti umani sono penetrati realmente nei sistemi sanitari di una serie di paesi, in gran parte grazie al sangue, al sudore e alle lacrime degli attivisti e della società civile di tutto il mondo che si sono uniti in eventi come questo, e poi, di molti altri che seguono l’implementazione di base e l’empowerment dei progetti e delle politiche di riduzione del danno, che portano il peso, a volte il sostegno e persino il finanziamento delle agenzie delle Nazioni Unite come l’UNODC e l’UNAIDS.

Le risoluzioni approvate in questo tipo di eventi all’ONU hanno un effetto sorpresa in molti modi che non sempre sono testimoniati direttamente, ma hanno un impatto perché le persone che compongono la società civile mettono così tanto impegno nel lavoro da assicurare che le risoluzioni siano il meglio che possono essere – mentre quelle cattive che spesso rappresentano un gruppo più piccolo di paesi (i soliti sospetti come Cina, Russia, Giappone, Iran e spesso, anche se non sempre, gli Stati Uniti tra i pochi altri) sono altrettanto determinate a spingere o prevenire – sono determinate a confutare, lasciar cadere o stemperare quanto più umanamente possibile! Un mondo incredibile e spesso deprimente di macchiavellica politica!

La nostra comunità

Ci sono – molto più che mai – attivisti pud quest’anno alla CND, tutti portano la propria esperienza vissuta a questi eventi, solo per tornare nei loro paesi a fare un lavoro ancora più incredibile con le nostre comunità in tutto il mondo, portando ora il peso delle linee guida e delle convenzioni internazionali, che hanno spesso aiutato, oggigiorno, a produrre.

Lontano da perfetto

Tuttavia, le cose sono tutt’altro che perfette, ma considerando che 10 anni fa, la società civile non riusciva nemmeno a mettere le mani su quelle che erano discussioni incredibilmente segrete e silenziose, oggi è illuminato vedere quanto stiano cambiando le cose per il meglio – e quanto lavoro e influenza hanno continuato a esercitare tante persone in tutto il mondo, spesso di fronte a schiaccianti disparità – nel nome di politiche sulla droga più sane e riforme della legge sulla droga, per tutti noi.

E se è vero che tutta l’Organizzazione delle Nazioni Unite procede con diplomazia e adottando relazioni diplomatiche, può significare che molte cose vengano discusse e talvolta concordate in anticipo su questi eventi, spesso in segreto, (per esempio, ci deve essere il consenso totale degli stati membri, il 100% di consenso, per far sì che QUALSIASI risoluzione venga approvata – e questo può comportare un processo molto lento), ciò sicuramente rende molto difficile garantire che le risoluzioni siano almeno accettabili e, si spera, utili alla comunità globale di persone come noi. È anche motivo di grande irritazione e frustrazione quando si prendono decisioni importanti in materia di droghe e PWUD, come ad esempio la guida globale dell’UNODC sul trattamento della droga, che viene scritta senza che le persone più importanti siano coinvolte in modo corretto e significativo!

Ma almeno per questo primo articolo del blog, dobbiamo dire che qui i cambiamenti nell’ultimo decennio – da quando la società civile – i nostri colleghi e colleghe per la riforma della legislazione sulla droga e i movimenti di riduzione del danno – sono assai più strategicamente coinvolti in ciò che accade e in numero quanto mai maggiore di prima, mentre, in contemporanea, la CND era costantemente messa sotto pressione da parte loro per liberare la presa sulla riservatezza di questo tipo di eventi e discussioni e gli input consentiti – abbiamo visibilmente guadagnato terreno in alcune aree.

Tuttavia, ci sono ancora molti problemi per la nostra comunità e altrettanti per cui lottare al fine di cambiare le cose qui alla CND e all’UNODC, e tornare a casa con i nostri coordinatori nazionali per l’UNODC.

Una testimonianza diretta di un attivista di Euronpud:

Vi presentiamo una nota dell’incontro alla CND di marzo 2018  a Vienna raccontato da Dirk Shaffer, attivista tedesco di JES gruppo di drug user specializzato in droga e carcere, membro di Euronpud e presidente di Deutsche AIDS–Hilfe.

“Il governo canadese con il sostegno del governo dell’Uruguay e della Germania ha organizzato la sessione sullo stigma e sull’uso di droghe. Sono rimasto molto sorpreso di vedere tutte persone che hanno fatto uso di droghe sul podio della sessione. Non è successo molto spesso che tale governo desse la parola solo a pud di diversi paesi. Nell’occasione abbiamo avuto due colleghi provenienti dal Canada, Erin O’Mara, io e un videospot di una pud donna dell’Uruguay. È stato un piacere per me esserci e vedere così tante persone che hanno mostrano il proprio interesse: nonostante la seduta si tenesse alle 9 del mattino e nell’ultimo giorno della CND, la stanza era almeno mezza piena. Tutti e cinque abbiamo avuto l’opportunità di presentare la nostra esperienza e la nostra visione sul problema della stigmatizzazione delle pud. Naturalmente la criminalizzazione e la persecuzione erano brutte per tutti noi, ma il fatto di non far parte della società ha influenzato significativamente me e gli altri. Abbiamo avuto solo 50 minuti… ma abbiamo usato questi 50 minuti nel miglior modo in cui abbiamo potuto”.