Archeologia delle droghe

Da alcuni decenni gli scavi archeologici stanno rivelando un inatteso ruolo del territorio italiano e delle popolazioni che lo abitarono, nelle origini della relazione umana con il papavero da oppio, e come secondo fulcro di addomesticamento della vite selvatica per ricavare vini autoctoni, sardi e campani. E sempre in Italia sono state ritrovate le più antiche testimonianze europee di canapa. Oltre ai reperti materiali, l’archeologia si avvale delle moderne strumentazioni utili nell’individuazione dei principi attivi rintracciabili nel vasellame, nelle mummie e negli scheletri umani, come “ombre” che testimoniano l’antico uso delle fonti inebrianti.

Giovedì 9 novembre

ARCHEOLOGIA DELLE DROGHE

INCONTRO CON GIORGIO SAMORINI – ETNOBOTANICO

ore 19h.00 Aperitivo alcol free 

ore 21h.00 incontro ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

prenotazione obbligatoria centrojavafi@gmail.com

Il Centro Java si trova nel centro storico di Firenze (via Pietrapiana angolo via Fiesolana, zona S.Croce/ S.Ambrogio). E’ aperto dal lunedì  al venerdì dalle 15h.00 alle 19h.00 e nelle notti tra venerdì/sabato e sabato/domenica dalle 01h.30 alle 05h.30 del mattino, in cui puoi trovare la chill out urbana di U.A.N.

Giorgio Samorini, nato a Bologna nel 1957, è uno studioso etnobotanico che da decenni svolge un lavoro di ricerca sull’uso tradizionale delle piante inebrianti. Ha svolto indagini sul campo presso gruppi etnici in Africa, America Latina, Asia. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste scientifche e diversi libri fra cui L’erba di Carlo Erba (1996), Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici (2001), Droghe tribali (2012), Animali che si drogano (2013), Jurema, la pianta della visione (2016), Mitologia delle piante inebrianti (2016), Archeologia delle piante inebrianti (2017).

 

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